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LUIGI DE MARCHI: IL CAPITALISMO E LA MAFIA
martedì 18 aprile 2006
Le metamorfosi antropologiche
di Carmelo R. Viola
Luigi De Marchi, il noto psicologo, autore di varie opere, l’antico amico
degli anarchici (a cui, mi pare di ricordare, inviavo anch’io la mia
rivista libertaria giovanile “Previsioni” - anni Cinquanta), già mio
collega nel Movimento Reichiano di Napoli, dal quale vennero pubblicati
Quaderni di costui e del sottoscritto (anni Sessanta-Settanta), me lo
ritrovo propagandista del capitalismo fra la parte peggiore dei radicali
di Pannella. Ho detto e sottolineo “la parte peggiore”, perché resto del
parere che ad ognuno vada riconosciuto il merito delle cause giuste.
Pertanto, dico e direi ancora sì alla difesa dei veri diritti civili, in
primis del diritto-dovere della ricerca scientifica a fine terapeutico
nonostante il veto “inquisitoriale” del potere clericale (che, come il
lupo, “perde il pelo ma non il vizio”).
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CAPITALISMO, INSCIENZA SOCIALE E GIOCHI ELETTORALI
domenica 16 aprile 2006
di Carmelo R. Viola
Non è il “gioco delle tre carte” ma l’esatto contrario dell’aureo trinomio
“Libertà-fratellanza .uguaglianza” del 1789, cui spudoratamente i fautori
del vigente sistema e di quei “giochi” fanno frequente riferimento.
Tali fautori, autentici criminali potenziali, distruttori della specie
umana, identificano il capitalismo con l’economia. Ovvero sostengono che
il capitalismo, sia pure variegato da diverse teorie, sia il filo
conduttore dell’economia. E questa è la prima grande menzogna sociale.
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Quasi una lettera INTERLOCUZIONE PER BERLUSCONI
venerdì 14 aprile 2006
di Carmelo R. Viola
Non tutto ciò che si dice di Berlusconi o che si dice allo stesso, è
necessariamente negativo e conflittuale. Forse nessuno ha avuto il
coraggio di dire a costui quanto gli ho detto io in diverse lettere
private, tre delle quali sono state rese di pubblica ragione su testate
giornalistiche. Naturalmente il destinatario non ha risposto e non per
mancanza di tempo. Non è il solo a credere che il non rispondere sia la
migliore risposta., specie quando chi gli scrive, come (...)
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OGGETTO: Aggressione in gruppo di un ubbriaco inerme a Sassuolo (MO)
martedì 7 marzo 2006
All’Egregio Signor MINISTRO dell’INTERNO ROMA
e p.c. alla PROCURA della Repubblica di LA SPEZIA - SP
al Quotidiano “RINASCITA” R O M A (con preghiera di pubblicazione)
A Destinatari Vari
OGGETTO: Aggressione in gruppo di un ubbriaco inerme a Sassuolo (MO)
Egregio Signor Ministro,
mi spiace di doverle inviare la lettera che sto per scrivere ma non posso
far tacere la mia coscienza per non sentirmi indegno di me stesso a fronte
di sessant’anni spesi intensamente per la ricerca della verità e, credo
per questo, per il bene dei miei simili quali che siano.
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L’OLIMPO DEGLI DEI DI USO QUOTIDIANO E LA STUPIDITÀ DEI MISERI MORTALI
lunedì 6 marzo 2006
di Carmelo R. Viola
Non so quanti fossero gli dèi dell’olimpo pagano. Erano certamente tanti
se a distanza di decenni dai banchi del liceo ne vado scoprendo sempre
qualcuno, ma quelli dell’olimpo predonomico non sono certamente meno
numerosi. Sta di fatto che l’uomo, da sempre insofferente dell’essere
sfruttato dal proprio simile (ma è un luogo comune anche questo) è, forse
con maggiore certezza, proclive a crearsi dei padroni-tutori-direttori
spirituali davanti a cui prostrarsi ma da cui essere contemporaneamente
protetto.
Il bisogno materno (bisogno di rassicuranza affettiva), che non muore mai,
è forse la vera origine dell’autorità politica originariamente attribuita
alla volontà di Dio. “Nessuna autorità se non da Dio”: è quanto ripete da
sempre la Chiesa ma lo diceva anche il “signore feudatario” che possedeva
cose ed uomini (servi della gleba).
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L’ILOZOISMO E LA BIOLOGIA SOCIALE
sabato 4 marzo 2006
di Carmelo R. Viola
I marxisti ortodossi e tenaci non accettano l’idea che il motore
tradizionale del marxismo non sia stato il classismo, di cui non ci sono
tracce nella storia. Infatti, una cosa è l’organizzazione ad hoc di
lavoro-dipendenti per la difesa immediata di interessi di categoria (in
genere, per un minore lavoro ed una maggiore retribuzione), altra cosa è
la spontanea convergenza collettiva dei proletari verso la missione
storica della rivoluzione. L’esistenza delle avanguardie, preposte non
alla socratica “maieutica” del sentimento viscerale di vocazione alla
rivoluzione per effetto della condizione proletaria, bensì al processo di
coscientizzazione e di infusione di quel sentimento
(proletario-rivoluzionario), nega l’esistenza del classismo e, in specie,
del proletariato come classe predestinata alla rivoluzione socialista cioè
alla soppressione della classe padronale (sfruttatrice e parassitaria).
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A proposito di privatizzazioni: SE DICIAMO IDIOZIA (ANTROPOZOICA)
ISTITUZIONALE
venerdì 3 marzo 2006
di Carmelo R. Viola
La privatizzazione di un servizio pubblico è un ritorno alla giungla,
perché, come dice un proverbio siciliano, è come “affidare la pecora al
lupo”. Questa espressione non è una battuta né una forzatura e nemmeno
un’opinione campata per aria: è la valutazione oggettiva del filo
conduttore di quel nuovo corso del capitalismo, che va sotto il nome di
neoliberismo e che ha tutta l’aria di essere un’innovazione, avveniristica
più che liberale, per il solo fatto di richiamarsi alla libertà. (La
famosa “libertà economica” sta per “libertà bellica”!) Non ci troviamo
davanti ad un’espressione retorica o che so io bensì davanti ad una logica
dinamica estremamente rigorosa e semplice, evidente ed accessibile a
chiunque non abbia già indossato i paraocchi.
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CENNI DI DIFFERENZE FRA PREDONOMIA ED ECONOMIA
mercoledì 1 marzo 2006
di Carmelo R. Viola
La letteratura sulla pretesa economia è poderosa. La sola parola evoca
pensieri di difficoltà notevoli, quasi esoteriche, in chi non è addentro
alla materia. Rassicuro che quanto sto per dire è accessibile a tutti.
Sembrerò presuntuoso ma sono soltanto logico. Entro subito nel cuore della
questione.
Se economia significa “ organizzazione del lavoro per la produzione di
beni e servizi secondo fabbisogno e loro distribuzione, con o senza l’uso
di una moneta passiva, a tutti i membri di una collettività secondo equità
e bisogno ( sanitario)”, la materia della “letteratura poderosa” di cui in
apertura, non è l’economia ma una cosa totalmente diversa. E’ “la
produzione di profitti attraverso la compera del lavoro al minor costo
possibile e la vendita dei prodotti di questo al maggior prezzo possibile
con il pretesto del dar lavoro e del produrre ricchezza”.
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IL GIUDICE TOSTI: ENNESIMA VITTIMA DELL’”INQUISIZIONE DEL CROCIFISSO”
lunedì 27 febbraio 2006

di Carmelo R. Viola
Pochissimi italiani sanno delle grottesche vicende giudiziarie del Giudice
Luigi Tosti, magistrato monocratico ordinario con funzioni civili e penali
(GIP e GUP supplente) presso il Tribunale di Camerino (Macerata). Dicevamo
“pochissimi” perché i cosiddetti massmedia (alias mezzi di comunicazione
di massa, che vanno dalla carta stampata alle emittenti radiotelevisive)
non costituiscono più il temibile “quarto potere” di una volta, capace di
mettere in difficoltà i supremi responsabili della “cosa pubblica” (come
dire il potere politico) e, nel caso nostro, guarda caso, è la sedicente
“patria del diritto”, oggi “laica in teoria”, ma un’industria privata con
molteplici aziende, quasi tutte finalizzate alla produzione di profitti
che, per ovvio motivo di successo - sempre salve le rare eccezioni - si
adeguano all’andazzo politico e quindi dicono o non dicono, e in questo o
in quel modo, quanto è compatibile con la loro effettiva ragion d’essere.
La vera libertà di stampa è esercitata da pochi “romantici” e la loro voce
è sommersa dallo schiamazzo dei grandi mercanti.
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EMERGENZA AUTO E GIOCO AMMINISTRATIVO
sabato 18 febbraio 2006

di Carmelo R. Viola
Che esista un’emergenza auto non è un’impressione dello scrivente ma una
molto preoccupante realtà. Da cosa derivi non è difficile dirlo. Da secoli
ormai la controversia sociale è tra capitalismo e socialismo, tra un
sistema che persegue profitti esclusivamente privati e senza limite, e un
sistema (inesistente ma possibile) che, attraverso l’organizzazione
sociale del lavoro, si preoccupi di mettere tutti i cittadini - nessuno
escluso - nella condizione di godere di tutti i diritti naturali, il primo
dei quali è quello di non morire di fame e non ultimo quello di disporre
di un habitat naturale dove potersi muovere liberamente.
L’habitat naturale dell’uomo civile è la città e lo spazio che separa una
città dalle altre. La civiltà ha certamente comportato dei limiti, certo
anche per delimitare lo spazio predato, legalmente o meno, (detto
proprietà privata) ma in ogni caso per dare la possibilità a tutti gli
utenti di godere della libertà di movimento senza arrecare danno a
chicchessia. Accettiamo per buona questa teorica motivazione.
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LA VULNERABILITÀ DEL MARXISMO DAVANTI ALL’EVIDENZA BIOLOGICA
giovedì 16 febbraio 2006
di Carmelo R. Viola
Il marxismo è la prima grande opera di “scienza sociale per il
socialismo”. Esso ha caratterizzato tutta un’epoca entrando a pieno
diritto negli atenei e nella storia della cultura universale. Niente di
quanto è stato affermato dai “padri” Marx ed Engels, e dai loro successori
(Gramsci, Lenin e così via) rimane privo d’importanza. Anzi, si può dire
che il tempo renda più preziose le valutazioni marxiane delle prime e
delle ultime ore. Resta totalmente valido il presupposto non sempre
esplicito che il comunismo è la soluzione ottimale dell’evoluzione storica
della specie umana in alternativa alla sua possibile estinzione prematura
(aborto storico).
L’esperimento sovietico e la sua tragica conclusione hanno prodotto non
pochi pregiudizi: anzitutto che il comunismo sia una forzatura contro
natura e che proprio questo sia fallito restituendo ogni validità al
capitalismo.
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A proposito di privatizzazioni : SE DICIAMO IDIOZIA (ANTROPOZOICA)
ISTITUZIONALE
mercoledì 15 febbraio 2006
di Carmelo R. Viola
La privatizzazione di un servizio pubblico è un ritorno alla giungla,
perché, come dice un proverbio siciliano, è come “affidare la pecora al
lupo”. Questa espressione non è una battuta né una forzatura e nemmeno
un’opinione campata per aria: è la valutazione oggettiva del filo
conduttore di quel nuovo corso del capitalismo, che va sotto il nome di
neoliberismo e che ha tutta l’aria di essere un’innovazione, avveniristica
più che liberale, per il solo fatto di richiamarsi alla libertà. (La
famosa “libertà economica” sta per “libertà bellica”!) Non ci troviamo
davanti ad un’espressione retorica o che so io bensì davanti ad una logica
dinamica estremamente rigorosa e semplice, evidente ed accessibile a
chiunque non abbia già indossato i paraocchi.
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A PROPOSITO DI GIOCHI A PREMI LE FONTI DELA RICCHEZZA E DELLA MONETA
martedì 14 febbraio 2006

di Carmelo R. Viola
RaiUno e Canale5 - come dire la TV pubblica e quella privata (bene
rappresentata da Mediaset) - organizzano giochi a premi con in palio somme
dell’ordine di molti milioni delle vecchie lire fino al miliardo ed oltre.
Lo Stato fa anche peggio (basti pensare alle vinciti multimilionarie di
€uro!). La gente non si chiede da dove provenga cotanta ricchezza:
semplicemente aspira ad arraffarne un bel po’ con un colpo di fortuna.
Ognuno ha un sogno o, più spesso, un bisogno da soddisfare e si rivolge,
per l’appunto, alla fortuna piuttosto che alla “casa comune” (“res publica”)
che dovrebbe essere lo Stato.
La questione della ricchezza, ma soprattutto della moneta che la
concretizza, resta un rebus, un qualcosa di misterioso, di mistico, in
ogni caso per “addetti ai lavori” di quello strano oggetto, che è il già
citato Stato. Quando si investe in azioni o in borsa, si finge di credere
che la moneta “lieviti” - insomma aumenti di volume! - per non ammettere
che, in realtà si gioca a chi ruba di più a vittime che restano
sconosciute e, per questo, non meritevoli di pietà.
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A PROPOSITO DI FIAT : I PARAMETRI DELLA SOCIETÀ “PREDONOMICA”
martedì 7 febbraio 2006
di Carmelo R. Viola
Si dice di norma “società capitalista”, ma nella realtà si tratta di una
vera e propria giungla antropomorfa, dove il classico “homo homini
lupus”veste anche molto elegante ed ha modi signorili e perfino serafici.
Il fine usuale è la “predazione”, donde la predo-nomia, che è il vero
significato dell’economia ufficiale.
Il modo con cui i massmedia, in questi giorni, dànno la notizia della
ripresa di cassetta della Fiat, ci dà la misura dell'immaturità umana
della nostra specie. Infatti, il termometro della buona salute della
cosiddetta “economia” del nostro paese - e della salute senz’altro (avrei
dovuto dire tout court!) - è una così immensa imbecillità da suscitare più
pena che disprezzo. Ma solo in pochi “vedenti”. Essa ci dice quanto ancora
siamo dei barbari rispetto alla possibile civiltà dell’uomo “compiuto”.
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RICORDO DI GIOVANNI PIOLI
venerdì 3 febbraio 2006
di Carmelo R. Viola
Giovanni Pioli è una delle persone più nobili e più amabili che io abbia
conosciuto fra migliaia di figure mediocri o scialbe. Per coerenza con la
propria coscienza morale e sociale, costui aveva buttato la veste talare
alle ortiche per dedicarsi alla libera ricerca e divulgazione della
“verità che fa liberi” - come dice un negletto versetto della Bibbia.
Stavo per dire “per seguir virtude e conoscenza”, ripetendo le parole di
Dante. Se non ricordo male, era un acceso fautore del “modernismo”,
considerato dalla Chiesa cattolica eresia meritevole di anatema. Pioli
era, a mio avviso, un laico per costituzione e doveva avere accettato la
ferrea catechesi del seminario non so per quali circostanze esistenziali,
talora perfino violenti come certe pretese genitoriali di “vestire il pupo
secondo fede maniaca o convenienza”, o probabilmente nella convinzione che
quella fosse, tutto sommato, la strada per diventare il meglio di sé
stesso.
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PUBBLICITÀ CONSUMISTICA DEI FARMACI VERGOGNA TIPICA DEL MERCATO (con
licenza di Stato)
giovedì 26 gennaio 2006
di Carmelo R. Viola
La pubblicità - lo diceva anche mio padre, minuscolo esercente - è l’anima
del commercio. Una volta si diceva alla francese, "reclame" (réclame),
Almeno nella mia Sicilia. Era il tempo di "brill", lucido per scarpe, di
"presbitero", matite scolastiche, di pochi articoli che si contavano sulle
dita.
Pochi slogan, quasi piacevoli e divertenti come certe battute scherzose o
salaci. Di anni - direi decenni - ne sono passati tanti. Ma davvero tanti.
Oggi la pubblicità è una coltre di piombo che soffoca i mezzi di
comunicazioni (massmedia) e soprattutto la televisione dove non puoi
scegliere come le pagine o colonne di un giornale, ma su cui sei costretto
a tenere incollata la vista in attesa che torni ciò che tu vuoi
effettivamente vedere.
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L’ETERNA IMPOSTURA DELLA CHIESA
martedì 24 gennaio 2006

Recensione di Carmelo R. Viola in un libro di Fabrizio Ponzetta
Fabrizio Ponzetta è uno studioso di tutto rispetto. Con “Il Complotto Da
Vinci” - Scontro demenziale fra Chiesa e neognosticismo, 76 pagine dense
di citazioni, nomi e considerazioni icastiche, (pubblicate da Jubal
Editore di Quintessenza di E. Savino & C. - Trieste, ottobre 2005), ci
conferma in maniera irrefutabilmente documentale e oggettiva che “il
Vaticano è un inganno che dura da duemila anni” (p. 17), basato sulla
leggenda di Gesù, dal che deriva la illegittimità storica e giuridica di
un istituto detto Chiesa cattolica.
La tesi è tutt’altro che nuova; nuovo è l’approccio con cui l’A, con uno
stile ironico, divertito e divertente, scopre le carte della somma
impostura e le sventola sicuro di non potere essere smentito proprio
perché l’istituto in questione non ha verità storiche ed argomenti logici
da contrapporre all’evidenza solare dei fatti ma solo dogmi, decreti e il,
divieto di mettere in dubbio - per dovere di fede - le affermazioni
formulate e fossilizzate dall’autocrazia dei papi, i quali sono
infallibili, per autoaffermazione (sic!) quando parlano “ex cathedra”,
qualunque cosa dicano.
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POVERA ITALIA!
martedì 17 gennaio 2006
di Carmelo R. Viola
Il motto latino “”ne sutor ultra crepidam” (“ciabattino, non andare al di
sopra della scarpa”), attribuito al pittore Apelle, esprime bene la
totale, o quasi, incompetenza dei nostri uomini di potere, in fatto di
diritto. Bisogna tuttavia aggiungere che le competenze non vengono
conferite dalle lauree.
Basti pensare al docente di... economia, che scambia questa, scienza ,
equanime distributrice d benessere, con la “predonomia”, pratica
predatoria di origine animale, che produce straricci e indigenti.
Il “primo cittadino d’Italia”, indiscusso ragioniere predonomico al
servizio di uno Stato asociale, e quindi aetico, ha recitato il suo
“requiem” di fine anno 2005 e di fine del suo settennato, pavesando, per
l’appunto, un vuoto giuridico da fare accapponare la pelle.
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Felice 2006! Che cos’è la biologia sociale
martedì 3 gennaio 2006
di Carmelo R. Viola
Mentre auguro un felice 2006 a quanti mi leggono, ritengo opportuno
richiamare ‘attenzione degli stessi, per una loro migliore cognizione, su
CHE COS’E’ LA BIOLOGIA SOCIALE
La biologia (del) sociale è nient’altro che la reimpostazione delle varie
versioni della scienza sociale - così vergognosamente-allegramente
ignorata dai nostri uomini politici - su base naturalistico-biologica. I
marxisti preferiscono dire “materialistica”, il che significa la stessa
cosa, con la differenza che, in assenza di uno schema analitico, si creano
pregiudizi ed inutili avversioni. La materia è la “madre” (tale è il
significato etimologico della parola) della vita.
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DISSOLUZIONE DEL “NUCLEO AFFETTIVO”: DISSOCIALITÀ E CRIMINE
mercoledì 28 dicembre 2005
di Carmelo R. Viola
“Il potere è l’altra faccia della vita”. Questa massima della biologia
sociale ha un duplice valore: attivo e passivo. Attivo è il potere di cui
disponiamo (per rispondere alle nostre esigenze naturali), passivo è il
potere cui sottostiamo, da cui dipendiamo e da cui, possibilmente, ci
sentiamo rassicurati. Il che significa che anche il potere passivo ci
serve per rispondere alle dette esigenze. Il neonato cresce acquistando
potere (di comprendere, di muoversi, di comunicare, di distinguere,
valutare e scegliere e, alfine, di farsi delle idee” e di
autoidentificarsi , intanto, attraverso parti del proprio corpo). Egli
dipende, nello stesso tempo, dalla nutrice e da quanti si occupano di lui,
quindi anche da chi rappresenta la figura maschile-paterna, a cui via via
si aggiungerà il potere degli insegnanti, malauguratamente talvolta anche
dei catechisti, infine dei rappresentanti dell’ordine sociale.
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