In barba all’art. 21 della Costituzione
IL QUOTIDIANO “CHIACCHIERICCIO MEDIATICO” come
“TEATRINO DI UNA PSEUDODEMOCRAZIA”
Ogni giorno abbiamo occasione di sentire la rassegna della stampa – come anche, se abbiamo tempo da perdere - la telecronaca dei lavori parlamentari. Sembrerebbe un fervore democratico. Siamo davvero giunti all’apice della civiltà? Magari! Ma non è proprio così. Le apparenze sono cattive consigliere. Osserviamo un poco più attentamente.
In parlamento ci sono due coalizioni di partiti e partitini, schierate l’una contro l’altra con un’animosità, che ha del puerile, come di un bambino che dice ad un altro: la ragione ce l’ho io! Infatti, l’una e l’altra sono ideologicamente impegnate a privatizzare perfino l‘aria che respiriamo in nome di uno Stato di servizio nei riguardi del proprio sottinteso affarismo senza remore morali – il che è tutto un programma. Tuttavia, l’altra parte ha sempre torto, qualunque cosa faccia o abbia fatta o intenda fare.
Può sembrare forzato e irriverente mettere Prodi sulla stesso piano di un Berlusconi E’ vero. Ma sta di fatto che, a parte i modi signorili e civili di un Prodi, la sostanza d’insieme resta immutata. Solo che l’altro affoga nella ricchezza a molto buon mercato ed è un eroe della predonomia. Questo dimostra inequivocabilmente che, tutto sommato, i signori parlamentari – pardon, onorevoli – (ma sì con le dovute eccezioni auree!), sono impegnati, ciascuno in maniera più o meno palese , a difendere la prevalenza del proprio partito e, in ogni caso, la propria poltrona, alias il potere personale con annessi e connessi, visibili ed invisibili.
Quanto alle rassegna della stampa, non è difficile ridurla all’essenziale: anzitutto vengono escluse in partenza delle testate con il pretesto ipocrita che le stesse non rappresentano delle correnti parlamentari – come il coraggioso quotidiano “Rinascita” (questo!) cui – da antifascista da sempre – mi onoro di collaborare per via di convergenze tutt’altro che marginali. Così fa perfino Radio Radicale che pretende di essere imparziale! In realtà testate come “Rinascita” sono molto scomode perché hanno il coraggio di dire quello che pensano senza prendere ordine da padroni di sorta.
La maggior parte dei firmatari degli articoli della stampa “ufficiale” sono degli stipendiati – talvolta d’oro – che scrivono per essere pagati salvo compromettere – ma non conviene - la loro posizione mercenaria. Certo, ci sono gli inviati speciali e i servizi speciali. Questi ultimi sono strapagati perché rischiano molto, volentieri, s’intende. Rischiano a loro danno in vista di compensi adeguati. E’ un gioco d’azzardo. Quanto ai primi, regolarmente accreditati dalle rispettive diplomazie, non possono certo dire che un Blair o un Bush siano dei criminali né che criminali siano le loro aggressioni in nome di un terrorismo – da loro stessi prodotto o indotto – e che il pretesto di esportare una democrazia che non praticano in patria (magari con bombe a frammentazione e all’uranio impoverito) sia una volgare menzogna. Ce ne ha sulla… coscienza il nostro “buon” D’Alema a proposito del Kosovo! Tutto è predisposto secondo un preciso copione che fa comodo a signorotti e servi della gleba.
Lo scrivere e parlare quotidiano su ciò che si scrive e si dice (minestra ricotta, insomma), altro non è che un perpetuo contenzioso su come meglio esperire l’arte del fingere di governare in nome del popolo “sovrano” . E’ dunque un chiacchiericcio da comari spassose come “teatrino di una democrazia”, che esiste solo sulla carta. Scegliere un dittatore pro tempore, come in USA, non è democrazia. Legittimare il potere di parlamentari di fatto autonomi (quando non autocratici) non è democrazia. In ogni caso non può esserci democrazia laddove lo Stato è totalmente A-ETICO, essendo l‘organizzazione del lavoro – ovvero la sua naturale pertinenza – nelle mani di predatori, gli uni contro gli altri armati puntualmente “in nome del bene comune” ma, in realtà in nome di una sottintesa feroce “predonomia”! (Vedi le effusioni in occasione dei rapporti affaristici della Telecom o dell’Alitalia!)
Diverse sarebbero le apparenze se almeno la TV di Stato desse spazio ad opinioni e proposte a chi non ha voce: di questo servizio non c’è ombra nemmeno da parte di quell’ente pubblico che estorce un pizzo illegittimo sotto la parvenza di un canone di abbonamento (coatto). Sarebbe una circostanza imbarazzante!
Quale sia la situazione effettiva d’insieme ce lo dicono i fatti, non le opinioni. Solo alcune centinaia di affaristi e banchieri, in Italia e nel mondo, sono dei veri e propri padreterni – dei colossi del potere economico (predonomico): per essi il mondo è il giardino di casa: lo possono visitare da una punta all’altra senza alcuna preoccupazione. Qualcuno ha speso 25 milioni di €uro per farsi una vacanza nello spazio. Segue la categoria dei superpagati (dai grossi burocrati – vedi primo cittadino e governatore di Bankitalia - ai manager industriali, agli uomini di potere, ai calciatori di successo, uomini di spettacolo e così via). Segue una larga fascia di ceto medio (con conti e azioni in banca e in borsa), che possono rispondere alle “gite comandate in auto” facendo gli interessi delle industrie automobilistiche e dei gestori autostradali e dando una parvenza di benessere generale; segue la vastissima categoria dei proletari, che raggiungono appena la fine del mese ed oggi corrono il rischio di toccare la vecchiaia senza pensione. Assieme ai nullatenenti, ai disoccupati e ai barboni – agli emarginati e dimenticati veri e propri di una pseudosocietà civile - contano milioni e milioni di poveri e sottopoveri.
Embè, dirà qualcuno. Se le cose stanno così, che ognuno abbia quello che si merita. Ma non è così. Il figlio di un povero nasce povero. Un vinto! Mentre il figlio di un berlusconi nasce ricco. Un vincitore! L’ingiustizia è alla base. Mentre tra i bisognosi e i legittimamente scontenti e invidiosi esplode la cosiddetta delinquenza comune che si fonde con la criminalità paralegale delle varie “mafie”, le poche centinaia di superpotenti realizzano la loro supercriminalità e non solo come responsabili delle offese della natura – con risposta catastrofica e antispecie – ma, quel è peggio – esercitano i ludi universali dell’imperialismo (oggi capeggiato dagli USA).I privilegiati realizzano la peggiore criminalità da collusione (legale, illegale e paralegale, alias mafiosa). L’esito scontato è la morte dell’habitat umano.
Non c’è alcuna meritocrazia ma solo i risultati, sotto gli occhi di chi non finge di non vedere: di una gara universale in nome del “legale” privilegio e del “legittimo”diritto naturale. Non c’è nessun “embè” che valga! Il teatrino quotidiano della pseudodemocrazia si risolve in un chiacchiericcio di chi scrive o parla perché scrivere o parlare è un mestiere a pagamento, non espressione di libertà: in barba all’art, 21 della Costituzione (che è ben altra cosa).