Quando l’incoerenza è fisiologica
LE ESIBIZIONI DI MARCO IL “SANTONE”
Mi chiedo a cosa sia servito il periodico digiuno di Marco Pannella. Quasi sempre le cause prese a pretesto dall’autore – meno qualche questione marginale – sono state e restano nobili come tutti i veri diritti civili, che costituiscono il liberalesimo vero, si rifanno al diritto naturale, ci riportano alla dichiarazione del 1789, e conducono al socialismo – sempre vero. Quel liberalesimo, con cui costui pretende di legittimare il sistema, è senz’altro deviato e fuorviante in quanto autocontradittorio. Infatti, non si può sostenere contemporaneamente il diritto liberale alla sussistenza e quello, illiberale, di predare il prossimo fino a farlo morire – se necessario - di stenti, di fame, di malattie, di guerra e di suicidio.
C’è da aggiungere che non ci risulta che dal tempo dell’inizio dell’epopea “pannelliana” dei puntuali digiuni (con concomitante ansia di apprensione dei fans) lo stato della civiltà, di casa e generale, sia migliorato. Al contrario, è degenerato fino alla schizofrenia della panprivatizzazione e della deregolazione universale dei procedimenti produttivi e distributivi dei beni e dei servizi (impropriamente detti economici), gestita, usata e sfruttata con osanna orchestrali di successo da parte di alcune centinaia (non di più!) di superpotentati (predatori massimi), che hanno nelle loro mani il potere di segnare i destini del mondo.
Il divorzio e l’aborto sono passati grazie a referendum mentre altri diritti civili-naturali – ma più lesivi della maestà della potenza clericale, complice consanguineo dei suddetti superpotentati – come quello di disporre della propria vita (eutanasia), della libertà pansessuale (con relative convivenze legalmente riconosciute) e quello dell’uso delle cellule staminali a scopo terapeutico - sono ancora in fase di attesa e non si sa fino a quando ci resteranno considerando il rinnovato vigore della potenzialità catechistico-temporale-inquisitoriale della Chiesa grazie ai sudditi, avversari del proprio Stato laico.
Il volersi rifare alla pratica del digiuno del famoso Gandhi è del tutto fuori luogo perché il contesto nazionale e storico è totalmente diverso come diversi sono i costumi e i sentimenti della gente.
Se la ragione oggettiva del fenomeno Pannella è inutile , quella soggettiva è imponderabile. Il che non c’impedisce di immaginarcela: essa va dalla voglia di una sia pure inconscia autosantificazione laica, al bisogno, anche questo inconscio, di esibirsi fino a quello, perché no masochista, che prelude al martirio, sia pure solo in effigie.
Il santone è uno che ama predicare ed essere ascoltato, creduto sulla parola e rispettato (venerato) in forza dei sacrifici che infligge a sé stesso. Questi valgono già come miracoli perché temuti ed evitati dalla gente comune. Il recente papa polacco, uno dei più subdoli politicanti machiavellici della storia - il cui enorme danno sociale forse un giorno degli storici onesti riusciranno a quantificare – fu un santone puro sangue che però non aveva né bisogno d’infliggersi la fame e la sete (anzi pare che soddisfacesse l’una e l’altra senza alcun sacrificio). Marco ne ha avuto e ne ha bisogno trovandosi, non sappiamo quanto suo malgrado, in un contesto laico o, per meglio dire, laicoforme. Il suo ultimo digiuno sacrificale – vorrei aggiungere liturgico – ha una motivazione oggettiva sacrosanta: la lotta contro la pena di morte. Come non essere d’accordo con l’apice della nonviolenza? E infatti io lo sono. Ma altra cosa è credere chi tale autosacrificio esibizionistico si imponga fino a brindare (stomachum ne moveatis, amici) con le proprie orine a comprova della sete volontariamente patita.
Anche il papa ripete, in virtualità magico-verbale-liturgico, il presunto sacrificio di Gesù, figlio unico del padreterno (sic), per amore di pace fra gli uomini, ma sappiamo che la pax romana sta nell’obbedienza sacramentale ai diktat papali, deterrente la pena eterna dell’inferno. Il papa, persona indubbiamente intelligente, sa che l’amore fraterno non si costruisce sul terrore e sui miraggi ma è il risultato di una maturazione biogeno- etica effettiva degli individui.
Ci chiediamo se Marco, lo stregone tirocinante (ma ha già superato le prove di maturità), sappia che la pena di morte non possa essere abolita, analogamente, per decreto di una ONU, peraltro priva di effettiva indipendenza, ma sappiamo per certo che lo stesso NON sa cosa sia la vera nonviolenza, per costui essendo solo una specie di gomma da masticare in tutte le occasioni come certuni che fanno pensare a bestie ruminanti.
Non siamo prevenuti. Sappiamo per scienza che la nonviolenza è non ledere i diritti naturali del nostro simile né lasciare passivi che altri lo facciano. In termini terra terra nonviolenza è anche aprire la porta a chi bussa, rispondere ad una interlocuzione ovvero non fingere di non sentirla con atteggiamento di sufficienza, essere disponibili con chi ce lo chiede. Ma sorvoliamo pure gli elementari dettagli non rispettati nel quotidiano del nostro attore e dei suoi degni emuli, alquanto refrattari e fanaticamente selettivi.
Sul piano delle conduttrici generali del grande ideale non si può essere nonviolenti e insieme parteggiare per una pseudoeconomia basata sulla violenza, sulla predazione (ma sì anche legale), sull’uccisione per fame, quale è il capitalismo facendosi partigiani passionali (sic) di quel neoliberismo globale, banchieristico e usocratico, che è la degenerazione peggiore e più vicina all’originaria giungla. Non si può essere contro la pena di morte e sostenere l’imperialismo USA che, con il pretesto di esportare una democrazia, che non conoscono, seminano morte sin dalla maledetta scoperta del loro continente, fra milioni d’innocenti e tra la stessa propria popolazione. In dettaglio: non contestare Hiroshima e Nagasaki, l’occupazione-massacro di un Iraq e il carcere illegittimo e di tortura dei Guantanamo! Come se non bastasse il Marco santone organizza la marcia per l’abolizione della pena di morte proprio il giorno d Pasqua e giunge anche davanti al Vaticano!
Il santonismo del nostro Marco è un monumento di incoerenza, ovvero troppo scopertamente basato su un’incoerenza totale e grottesca per essere credibile. Alla base c’è un qualcosa di fisiologico – o patologico o psichiatrico – forse congenito, che lo rende perfino antipatico e indigesto. Lo dico io che a Marco Pannella ho voluto bene quando ancora non lo conoscevo davvero. Il nostro screzio nacque proprio dalla mia sincera preoccupazione che un digiuno prolungato potesse fare il gioco dei comuni avversari. Poi ho scoperto che i miei avversari - salvo alcuni diritti civili – erano i suoi migliori compari! Perciò, non poteva darmi ascolto.
Gridi contro le oltre cento basi militari USA in Italia in nome di quella NATO che è la filiazione europea di quella macchina militare che semina crimini e morte al servizio di quel pugno di affaristi che conoscono solo il diritto – animalesco – della propria voracità predatoria. La smetta di fare il martire vivente, cominci ad essere Uomo ed agisca di conseguenza: sarò ancora accanto a lui.